(Incontro del 25/09/02 al Centro Poiesis)

 

"La tua parola, Signore, è lampada per i miei passi, luce nel mio cammino"

Normalmente la gente pensa che l’autonomia e la libertà dell’uomo sono raggiunte quando non dipendiamo più da nulla. In realtà, il distacco dalle cose terrene, serve a riconoscere che rimane un incancellabile desiderio profondo: la vicinanza del Signore, del Suo aiuto, del Suo amore.

La condizione di assenza di qualsiasi desiderio è una pura illusione: la purificazione della nostra anima ci distacca dalla nostra carne, allo scopo di evidenziare il nostro più profondo desiderio di Dio.

La scoperta del nostro centro interiore ci rimette nella vita attiva in un modo nuovo. Rimaniamo legati alla nostra umanità e corporalità ma in un modo nuovo.

Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il cibo necessario, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica "Chi è il Signore?" Oppure ridotto all’indigenza, non rubi e profani il nome del mio Dio. (pro 30, 8 – 9)

Può darsi che, nel desiderio di essere libero, qualcuno veda il suo bisogno dell’aiuto di Dio come un fallimento. La verità è che non possiamo fare a meno della Sua gioia, della Sua pace, del Suo amore. Tutto il resto non conta, non è nulla. Ogni nostra attività umana ha un senso se direzionata al raggiungimento di questa realtà.

Rimaniamo bisognosi di cose materiali, mentre il nostro cuore arde dal desiderio per la Sua presenza. Signore, lampada dei nostri passi, luce del nostro cammino, ti ringraziamo perché ci sei Padre.

Enrico Loria (wccm – Italy – Cagliari)